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venerdì 23 gennaio 2015

"The imitation game" L'enigma di un genio da Premio Oscar (recensione di Claudio Villanova)



"Sta prestando attenzione? Bene. Se non ascolta attentamente le sfuggiranno delle cose. Cose importanti. Non farò pause, non mi ripeterò e lei non mi dovrà interrompere. Lei crede di avere il controllo di quello che sta per accadere. Lo crede perchè è seduto lì dov'è seduto e io sono seduto qui dove sono, ma si sbaglia sono io che ho il controllo, perchè io conosco cose che lei non conosce. Ora, ho bisogno che lei si assuma un impegno. Mi ascolterà attentamente e non mi giudicherà se non quando avrò finito. Se non se la sente di rispettare questo impegno la prego di lasciare la stanza, ma se sceglie di restare ricordi che lei ha scelto di essere qui. La responsabilità di quello che accadrà da questo momento in avanti non è mia ma è sua. 
Presti attenzione:"

Con queste parole Alan Turing avverte il poliziotto che lo sta interrogando di quanto sia sconvolgente ciò che sta per raccontare ma, allo stesso tempo, sta avvisando anche lo spettatore seduto al cinema sulla sua comoda poltrona in attesa dell'inizio di "The imitation game": “se sceglie di restare ricordi che lei ha scelto di essere qui... se ne assuma la responsabilità!”.

giovedì 29 maggio 2014

"AMERICAN BEAUTY": E' difficile rimanere arrabbiati quando puoi vederti questa bellezza americana


di Claudio Villanova



"Il colonello di Amercian Beauty è gay...ed uccide Kevin Spacey".
Così Caparezza ci svela il finale del pluripremiato "American Beauty" (ben 5 Oscar), nel suo volutamente odioso singolo "Kevin Spacey”, ma non bastano le provocazioni del “genio di Molfetta” a farmi desistere dal recensire il film di Sam Mendes.

Già dal primo campo largo su un classico quartiere americano Lester, il protagonista interpretato da un immenso Kevin Spacey, inizia a presentarsi raccontandoci la storia dal suo punto di vista (tecnica che Mendes ammette di aver ripreso dal leggendario Arancia Meccanica di Kubrick ), e facendosi amare sin dalle prime scene.
Ma questo è solo un intelligente tranello, perché Lester non è un eroe… anzi... è proprio il contrario della visione comune di un eroe.

...la sua famiglia,  la classica famiglia americana, è all’apparenza armoniosa ma appena svoltato l'angolo mostra subito l’esasperazione che regna all'interno: 

lunedì 24 marzo 2014

A Leonardo DiCaprio: GATSBY, IL GRANDE ILLUSO - Recensione de "Il Grande Gatsby" di F.S. Fitzgerald (con la partecipazione di Sean Penn e Sara Tommasi)


Ciao Leonardo


prima di cominciare a leggere il romanzo di Francis Scott Fitzgerald m’immaginavo Gatsby come l’ombelico del mondo, un uomo che facesse girare il destino a proprio piacimento, con una personalità superiore alla media, insomma… un uomo che non si sarebbe mai fatto ferire da una donna, dalla cattiveria o più semplicemente dalla realtà.

mercoledì 5 marzo 2014

La sottile bellezza de "LA GRANDE BELLEZZA": cerca oltre l'apparenza! (Con la recensione di un ospite speciale: Claudio Villanova, esperto di cinema)




"Finisce sempre così. 
Con la morte. 
Prima, però, c'è stata la vita, nascosta sotto il bla bla bla bla bla. 
È tutto sedimentato sotto il chiacchiericcio e il rumore. 
Il silenzio e il sentimento. 
L'emozione e la paura. 
Gli sparuti incostanti sprazzi di bellezza. 
E poi lo squallore disgraziato e l'uomo miserabile. 
Tutto sepolto dalla coperta dell'imbarazzo dello stare al mondo. 
Bla. Bla. Bla. Bla. 
Altrove, c'è l'altrove. 
Io non mi occupo dell'altrove. 
Dunque, che questo romanzo abbia inizio. 
In fondo, è solo un trucco. 
Sì, è solo un trucco." (Jep Gambardella)


Se partissimo dal fondo de “La Grande bellezza” saremmo di fronte a un esempio di eccezionale poesia, quella frase finale è una frustata all’anima ma allo stesso tempo un magnifico invito per ogni essere vivente a spolverare la propria esistenza dal chiacchiericcio e dal rumore per elevarsi dalle miserie della condizione umana e così poter risplendere nell’emozione più pura senza usare trucchi.