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giovedì 13 febbraio 2014

Per Samìa! "Non dirmi che hai paura" di Giuseppe Catozzella, la recensione

Ciao Samìa

non dirmi che hai paura, piccola, perché ora ogni cosa è perfetta nelle parole che Giuseppe Catozzella ti ha dedicato, parole scritte con passione, una passione intensa che si percepisce leggendo la tua storia che lui ha voluto scrivere rendendoti immortale.
Perché l’arte ha il potere dell’eternità:
ora sei nella memoria del mondo e di te rimarrà un video in cui una ragazzina di 17 anni emoziona milioni di spettatori sfidando l’impossibile nei 200 metri femminili alle Olimpiadi di Pechino 2008, ma soprattutto rimarrà un libro in cui tu corri ancora “come se non dovessi arrivare da nessuna parte”, tu corri ancora… corri nel per sempre.

venerdì 22 novembre 2013

"Alveare" di Giuseppe Catozzella: un urlo contro la mafia in Lombardia... ma non solo (recensione)

Estratto da "ALVEARE" (NON DIMENTICATE QUESTE PAROLE)

"(...)Secondo te perché la mafia non è ancora morta, anzi quando sembra che stia per finire, quando dicono che fanno qualche arresto importante, si rigenera sempre più forte? (...) Te lo dico io perché? Perché la mafia è ovunque non c'è il senso della giustizia dentro le persone, cioè dentro tutti quanti, se levi la dignità. La giustizia, l'uguaglianza, sono cose da benestanti, ma da benestanti dell'anima intendo. Lo sai che in alcuni posti del mondo la 'ndrangheta non attecchisce?"

Lo sapevo bene (...) i paesi anglosassoni, i paesi scandinavi, non solo non avevano mai generato fenomeni autoctoni assimilabili alla mafia, ma in molti casi avevano anche respinto la colonizzazione. (...)
"Non attacca" ha proseguito Vincenzo, "come certe piante che le metti e poi lì dove sono muoiono, non trovano linfa vitale, deperiscono. Lo sai perché? Perché in quei Paesi il senso dell'altro nella gente è più forte del senso di se stessi. Ricordati 'sta cosa, che la mafia può esistere solo dove la gente vuole che esista. E' sempre una scelta."


Ciao Giuseppe
è passato qualche giorno da quando ho terminato di leggere “Alveare”, il libro che hai scritto sulla colonizzazione della Lombardia da parte della ‘ndrangheta, ma c’è voluto del tempo per metabolizzare quel che ho letto, c’è voluta molta forza per accettare l’idea che negli stessi posti in cui io crescevo, in cui m’innamoravo della vita, soffrivo, ridevo, scrivevo, sognavo… insomma... nei  posti in cui diventavo l’uomo che sono oggi, cresceva e prosperava anche la mafia calabrese!

lunedì 28 ottobre 2013

Grazie Pif: Il discorso di Pif contro la mafia alla Leopolda2013 VIDEO


Ciao Pif
se scrivo del tuo meraviglioso discorso di ieri è perché fra 50 anni vorrò poter riascoltare quello che hai detto alla platea della "Leopolda2013"… quello che hai urlato all’Italia intera… e ne scrivo perché il tuo messaggio arrivi alle orecchie e al cuore di più persone possibili!

venerdì 19 aprile 2013

Fabri Fibra e il Concerto del Primo Maggio: Pronti Partenza Stop


Ciao Fabrizio

ho appena finito di leggere la lettera che hai scritto all’Huffinghton Post dopo la tua esclusione dal Concerto del Primo Maggio a Roma perché i tuoi testi sono violenti, omofobi e sessisti.

All’inizio non capivo cosa intendevi dire con: “Nelle mie canzoni non c’è quello che penso”.  
Non lo capivo perché le mie poesie, i miei romanzi e tutto ciò che scrivo sono proprio il modo migliore che uso per comunicare ciò che penso e ho sempre pensato che fosse così per ogni artista…

…ma poi, tu scrivi: “Nemmeno Quentin Tarantino, con i suoi film spesso crudi, crede o incita alla violenza; quella non è la realtà. I suoi film non sono documentari. Il rap segue lo stesso principio…”. …e mi si è aperto un mondo (e non lo dico in maniera sarcastica):

domenica 24 marzo 2013

A Giulio Golia: "Le Iene" e la coscienza di una nazione


Ciao Giulio

Grazie!

Sofia ha una possibilità di guarigione! Viva Sofia, viva te... siamo tutti felici!

L'Italia, destata d’improvviso per merito dei tuoi servizi, ha vinto la battaglia a favore delle staminali ma... aspetta un attimo... 

...nel 2005 non c'era mica stato un referendum che chiedeva la possibilità di usare le staminali come cura? 

... e, se non sbaglio, quel referendum fallì perché solo il 26% degli italiani votanti si recò alle urne.