Estratto da "ALVEARE" (NON DIMENTICATE QUESTE PAROLE)
"(...)Secondo te perché la mafia non è ancora morta, anzi quando sembra che stia per finire, quando dicono che fanno qualche arresto importante, si rigenera sempre più forte? (...) Te lo dico io perché? Perché la mafia è ovunque non c'è il senso della giustizia dentro le persone, cioè dentro tutti quanti, se levi la dignità. La giustizia, l'uguaglianza, sono cose da benestanti, ma da benestanti dell'anima intendo. Lo sai che in alcuni posti del mondo la 'ndrangheta non attecchisce?"
Lo sapevo bene (...) i paesi anglosassoni, i paesi scandinavi, non solo non avevano mai generato fenomeni autoctoni assimilabili alla mafia, ma in molti casi avevano anche respinto la colonizzazione. (...)
"Non attacca" ha proseguito Vincenzo, "come certe piante che le metti e poi lì dove sono muoiono, non trovano linfa vitale, deperiscono. Lo sai perché? Perché in quei Paesi il senso dell'altro nella gente è più forte del senso di se stessi. Ricordati 'sta cosa, che la mafia può esistere solo dove la gente vuole che esista. E' sempre una scelta."
"Non attacca" ha proseguito Vincenzo, "come certe piante che le metti e poi lì dove sono muoiono, non trovano linfa vitale, deperiscono. Lo sai perché? Perché in quei Paesi il senso dell'altro nella gente è più forte del senso di se stessi. Ricordati 'sta cosa, che la mafia può esistere solo dove la gente vuole che esista. E' sempre una scelta."
Ciao Giuseppe
è passato qualche giorno da quando
ho terminato di leggere “Alveare”, il libro che hai scritto sulla
colonizzazione della Lombardia da parte della ‘ndrangheta, ma c’è voluto del
tempo per metabolizzare quel che ho letto, c’è voluta molta forza per accettare
l’idea che negli stessi posti in cui io crescevo, in cui m’innamoravo della
vita, soffrivo, ridevo, scrivevo, sognavo… insomma... nei posti in cui
diventavo l’uomo che sono oggi, cresceva e prosperava anche la mafia calabrese!
