lunedì 3 febbraio 2014

A Leonardo Pieraccioni: lettera del mal d'amore

Ciao Leonardo

quelle parole estratte da un tuo libro, che molto tempo fa avevo appuntato di fretta su di un foglio volante, sono riapparse all’improvviso, dal nulla, come se l’universo le avesse conservate per me al riparo dai limiti della memoria:

-“Ho il mal d’amore”
“Ti passerà”
“…e se non passa?”
E’ passato –
Leonardo Pieraccioni “Trent’anni, alta e mora”

Ho pensato al silenzio che  rimane subito dopo la fine di una festa.
Il crepitio dei ricordi dopo che lei (o lui) se n’è andata. 
Il distacco da dove sei cresciuto, lontano da con chi sei cresciuto..
Voltarsi indietro e avere un senso di vertigine per il tempo che passa.


Ingredienti che, spesso, rischiano di velare la propria vita di malinconia, rischiano di far cigolare gli ingranaggi della nostra esistenza per mancanza d’olio, quell’olio benedetto che si estrae dall’entusiasmo di affrontare la propria quotidianità con lo sguardo fiero.
…così si abbassano gli occhi per non farsi leggere nell’anima, perché la nostra anima è triste e ed è soprattutto a noi stessi che non piace: “Non guardatemi!” “Ho il mal d’amore!”.

Ma avere il mal d’amore significa essere vivi, essere maledettamente vivi. Quella mancanza d’amore che si crede di patire in verità è uno dei modi migliori che la Vita usa per farci sapere che noi abbiamo davvero vissuto.



Fa male… all’inizio certo che fa male! Ma la risposta che cerchi la devi andare a prendere nel futuro, solo lì la puoi trovare e lei è già lì che t'attende. 
"…e se non passa?” E' passato, perché passerà, senza nessun dubbio… passerà e quando passerà dovremo farci trovare nell’abito migliore che la nostra anima è capace d’indossare.
Resterà il ricordo, forse resteranno i sospiri ma soprattutto resteremo noi con nuove felicità de ricercare e nuovi mal d’amore da affrontare perché ogni attimo di vita ha la sua luce e la sua ombra, non c’è soluzione a questo, è una delle leggi che regolano l'universo, ma proprio questo è la meravigliosa bellezza della vita.



Più o meno nel periodo in cui leggevo il tuo libro, iniziai a scrivere i miei Comandamenti Personali, un piccolo decalogo da tenere a mente sempre, soprattutto nei momenti di maggior bisogno. Al punto numero 5 scrissi:

05 Più è forte il dolore conseguente ad una perdita, più la persona o la situazione persa è stata importante per te. Devi riuscire a compiacerti di questo dolore perché significa aver vissuto intensamente quella persona o situazione.

        05.1 Non aver mai paura di soffrire. Il dolore è necessario se vuoi essere                  felice.

5.1.1 Purtroppo ci si accorge della felicità quando ormai viviamo lo stato di dolore, non apprezzando a fondo il primo. Sta a te far sì che ciò non avvenga.

5.1.2 Cerca di godere appieno ogni attimo della tua vita. Ti sei mai accorto/a che a volte non ti accorgi di respirare? Cerca di goderti anche, e soprattutto, il tuo respiro.

Ti saluto Leonardo Pieraccioni, attore, scrittore e regista insomma artista,
a te va il mio applauso perché bisogna sempre ringraziare chi regala momenti di buonumore con la propria arte*.

Ti abbraccio


K

PS ...e poi c'è un'altra tua frase che non scordo più:
"A volte ci sono tutte le stelle del cielo che ti remano contro"




*Senza nulla togliere a tutti gli altri film,”I laureati” rimane il mio preferito in assoluto….
Indimenticabile!


con un grasso Matteo Renzi.
con un grande maestro d'arte: Francesco Guccini

con "la" Laura Torrisi
che bella questa foto!

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