“Questo
non è un libro. E' libello, calunnia, diffamazione. Questo è un
isulto prolungato, uno scaracchio in faccia all'Arte, un calcio alla Divinità, all'Uomo, al Destino, al Tempo, all'Amore, alla Bellezza... a quel che vi pare.”
questa frase estratta da “Tropico del cancro” di Henry Miller potrebbe essere l'incipit perfetto per “La versione di Barney” di Mordecai
Richler...
e
un libro che possa fregiarsi di tale presentazione non può che
essere “un libro da leggere assolutamente!”.
Barney
Panofsky è un altro di quei personaggi letterari che ti manca quando
hai finito di leggere la sua storia... o meglio, la sua versione dei
fatti, poiché questo romanzo non è altro che una puntualizzazione su
quanto riportato dal noto scrittore e giornalista canadese Terry McIver
nella propria autobiografia.
Il "caro" McIver tira in ballo buona parte della vita del nostro Barney,
visto che sono invecchiati insieme... ma il problema è che non ne parla
bene, anzi.. Barney viene fatto a pezzi, preso a secchiate di merda e... non ci sta...


