mercoledì 6 maggio 2015

"Tuttalpiù muoio" di Filippo Timi: confessioni di un grande attore



Filippo Timi con la mia copia del suo libro
Lo smalto sulle unghie è per esigenze di copione teatrale:
http://www.teatrofrancoparenti.it/?p=informazioni-spettacolo&i=1018
Leggevo “Tuttalpiù muoio” di Filippo Timi e di Edoardo Albinati
e avevo la forte sensazione che Filo, il protagonista, fosse un parente stretto di Henry Chinaski, l'alter ego letterario di Charles Bukowski.
Nei due personaggi c'è la simile disillusione alla vita ma al contempo c'è la voglia di non arrendersi nonostante tutto, la rabbia con sfumature di nichilismo, la dedizione agli Dei del vizio....
ma soprattutto nelle pagine scritte da Timi, come in quelle da Bukowski, si percepisce un'irrefrenabile urgenza di ribattere colpo su colpo agli eventi della vita usando il misterioso potere dell'arte, recitazione o scrittura che sia... 
perché quando l'ispirazione urla nelle vene non si può fare altro che dargli libero sfogo e chi se ne fotte di tutto il resto!

A differenza di Chinaski però, Filo è un oceano di malinconia e rabbia inespressa che sopporta grazie a uno strepitoso umorismo, 
forse perché è di Ponte San Giovanni in Umbria che non è Los Angeles... anzi... è "Uno spettacolo di desolazione (...) un paese inutile, un campanile muto", 
e luoghi del genere hanno la capacità di riempirti l'anima di solitudine se solo osi un po' più del dovuto ma anche di quell'ironia che serve per sopravvivere... 
per di più Filo cresce in una famiglia povera, è balbuziente, mezzo cieco e non ha nemmeno capito se è gay, etero o chissà cosa... 
con questi presupposti è difficile prendere la vita per le palle...
ma a volte i propri limiti possono diventare il propulsore per la rivalsa su un destino quasi segnato.... 
se si riesce ad affrontarli... o per lo meno a conviverci!

Meraviglia estratta da "Tuttalpiù muoio"!
...e c'è un momento preciso in cui "Tuttalpiù muoio" diventa qualcosa d'importante, qualcosa di speciale,
fin lì era stato un buon libro, un racconto divertente di un infanzia e di una adolescenza alla vana ricerca del proprio posto nel mondo invece...
accade nel capitolo 20 che tutto s'infiamma: 
il bambino povero e balbuziente diventa grande, ma con lui s'ingrandiscono anche i suoi problemi, le sue paranoie e le sue delusioni;
il bambino che ha timore di leggere in chiesa che "se balbetto il ritornello del salmo non è che poi i fedeli lo ripeteranno come l'ho letto" diventa un attore perché "l'energia che dovrei mettere nella vita da qualche parte la dovrò pur mettere"...

Timi nella sua versione de "Il Don Giovanni"
... e le pagine s'impregnano di arte pura, di poesia, di sesso senza mezzi termini, di rabbia, di sconfitta e forse di rivincita... ma quelli come Filo si prendono le loro soddisfazioni solo interpretando qualcun'altro... 
ma dove finisce il personaggio da recitare e inizia l'uomo?
Per Filo quel confine scompare, l'attore e l'uomo diventano un'unica entità perché "Se l'unico modo per esistere è di crearsi una realtà artificiale allora io debbo far ridere, o vomitare, ma sempre"


Timi protagonista di "Come Dio comanda" di Gabriele Salvatores
film tratto dal libro capolavoro di Niccolò Ammaniti

Ecco Filo, un attore che quotidianamente deve fare i conti con i suoi demoni asfissianti che in queste pagine confessa: 
il suo passato di bambino povero, gli amori che lasciano squarci grandi come il cielo nell'anima e che condizionano l'esistenza intera, i cazzi in culo, le seghe e le droghe disperate;
ecco Filo, un uomo alla perenne ricerca di un palcoscenico dal quale urlare la proprio vita, la propria verità mascherata da arte per ingannare il pubblico come il mondo ci inganna ogni giorno perché “il mondo è solo un espediente, (...) tanti canovacci su cui improvvisare
...e su quel palco far accadere "quel miracolo per non sprecare un solo istante di vita, sé stessi e il pubblico, l'opera e le energie."



...e c'è una domanda che pervade la lettura di questo romanzo: 
"...ma dove finisce Filo e inizia Filippo Timi?" 
una domanda al quale solo l'autore può rispondere.

Ecco "Tuttalpiù muoio" edito dalla Fandango Libri (una garanzia) 
un libro psicotico che si legge in fretta perché emana una grande carica energetica,
un libro che diverte molto nonostante l'amletica anima del protagonista,
un libro che è un canto disperato di un antieroe che getta la maschera e si mostra in tutta la sua bellezza, in tutto il suo dolore, in tutta la sua arte.

K

Filippo Timi
P.S. Filippo ma alla fine i comunisti hanno ammazzato quello stronzo di Babbo Natale che "fa i regali solo ai bambini che hanno già tutto, e a quelli poveri (...) quel razzista non gli regala niente.”?
Ammazzatelo, comunisti, ammazzatelo!"


Io insieme a Filippo Timi
(il mio volto trasfigurato dell'emozione
perché io vicino all'Arte mi sciolgo)


ESTRATTI DI BELLEZZA DA "TUTTALPIU' MUOIO"







2 commenti:

  1. emelita nassi6 maggio 2015 17:48

    ...ti entra dentro il suo racconto....e poi trovi pezzi che senti tuoi e vuoi farli conoscere...una mia vecchia nota che riporta proprio un pezzo di Filo :

    "si chiama mamma la mia casa.....
    7 settembre 2011 alle ore 13.03

    ..eccola la mia casa,eccola.

    Si chiama mamma la mia casa...la mamma di quand'ero bambino...

    Si avvicina e riconosco il suo odore,lo stesso di quando avevo cinque anni, m'accarezza i capelli e anche le mani sono piene di rughe,la dolcezza è liscia,la dolcezza di una mamma non invecchia come la sua pelle e non si riempe di catarro come i suoi polmoni...

    Inizia a fischiettare la ninnananna di quando ero costretto a stare a letto per via dell'ossicino che non mi faceva camminare bene...

    E tutto il freddo di queste notti si scalda...il respiro si calma...mi annusa i capelli, e magari per lei ho ancora lo stesso odore delle mie nipotine,quell'odore di pulito,di buono...

    Per lei non ho tutti gli anni che mi porto addosso e anche se peso novanta chili e porto il 47 di piede, per la mia mamma io sono sempre quel bambino che ha bisogno di lei...ha partorito un lupo,una bestia feroce...ma per lei io sono ancora un cucciolo, un cucciolo di lupo...e anche se le mostro i denti...lei vede un cucciolo che cerca di acchiappare le farfalle...un pianto mi si libera nel corpo...

    penso a me..a tutte quelle sere in cui potrei stare qui,a lasciarmi cullare..e quanto è bello che qualcuno ti accarezzi come se fossi un cucciolo,ti annusi come se avessi ancora quell'odore di pulito e invece la vita ti fa crescere...penso a tutte quelle sere in cui mia mamma ,invece di tornare a essere la mamma di quando ero bambino,s'annoia davanti la televisione e prima di mettersi a letto si guarda allo specchio e deve abbassare gli occhi di fronte alla prova schiacciante che non è più la mamma di quando ero giovane, ce l'ha scritto addosso, sulla pelle e nei polmoni...

    Ma stanotte...è una sera speciale,stanotte non ci sono specchi a riflettere nessuna storia, nessun tempo, nessuna generazione,

    stanotte,qui, al buio, siamo solo un cucciolo di lupo e la sua mamma.

    da "PEGGIO CHE DIVENTARE FAMOSO" di FILIPPO TIMI
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    Piace a te, Fabio Sorrentino, Alessandro Trapletti e altri 3.

    Emelita Nassi Filippo è nostro;-)))...

    Fabio Sorrentino Sì, è davvero bravo!

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  2. Daniela Merendino6 maggio 2015 22:03

    Mi è piaciuto molto. Letto tutto d'un fiato. Schietto e autentico. Un meraviglioso viaggio. E un tuffo anche nei miei anni 80. Le rosanna? Ma esistono ancora?

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