mercoledì 31 ottobre 2012

A Niccolò Fabi: "Ecco" solo un uomo!

NON E' SOLO UNA CANZONE

Ciao Niccolò

Sono le 19 e 34 di questo ultimo giorno d’Ottobre, fuori è buio e col buio la poesia inizia ad annidarsi ovunque: “Prego prendete posto fino a esaurimento”. La notte è il guanto perfetto per chi è alla ricerca della poesia, e io sto ascoltando “Ecco”, il tuo nuovo album, ed ecco… arriva tutto. 
Arriva, tutto! 
Si percepisce il momento del concepimento dell'idee e i tuoi pensieri che rincorrendosi sono diventati musica. Si ascolta la gioia nel vederli crescere e prendere forma, ma soprattutto vanno a segno le parole che, raccontate dalla tua voce, sembrano carezze che tranquillizzano e che ti fanno venire voglia di osservare il cielo.


Come la quasi totalità degli italiani, la prima volta che ti vidi fu al “Festival di San Remo 1997” mentre cantavi “Capelli”.
Fui conquistato da quella canzone perché quelli come me non potevano fare a meno di usarla come inno, visto che tutt’ora io devo spiegare che: Non sono venuto in motocicletta / non mi sono pettinato con le bombe a mano / non ho messo le dita dentro la spina / non mi sono lavato con la candeggina / sono uno di quelli che porta i suoi lunghi capelli per scelta”. 

In seguito ti ho sempre seguito da lontano e, nonostante ti abbia anche visto un paio di volte in concerto, non si può dire che fossi il primo dei tuoi fan. Ero più uno di quelli ai cui avresti potuto sentir dire: “Fabi ne ha fatta una nuova? Non lo sapevo!” oppure “Ma va? Ha già un anno questa canzone di Fabi?”. 
Così è stato fino al momento in cui ho sentito “Solo un uomo”: come un moderno San Paolo sono stato folgorato dalle note e dalle parole di questa tua straordinaria canzone!

La prima volta che la scoprii, l'ascoltai 5 o 6 volte in loop. Volevo farmi avvolgere dal suo significato, dalle tue emozioni. Non volevo perdermi nemmeno una parola. Fermavo il play, mandavo un po’ indietro e riascoltavo. Volevo essere sicuro di aver capito bene ogni lettera e quando ero conscio di essere davvero a pochi millimetri da quel che tu volevi comunicarci, smettevo di ascoltare con le orecchie e il suono si trasformava in battito, diventava pura emozione.

Ora è una sensazione bellissima riascoltarla ogni tanto, tenerla a mente come un monito da avere sempre a portata di mano, un insegnamento da non dimenticare.

Quanta vita c’è in quelle parole? Tanta. 

Ogni volta che l'ascolto faccio un viaggio a ritroso nella mia vita: migliaia d’immagini, centinaia di volti che, ognuno a loro modo, sono stati importanti per me e si proiettano sulle pareti della mia mente rendendomi felice e malinconico nello stesso attimo, insomma… io so di esistere.

Nelle tue parole ci sono le nostre scelte che ci hanno portato a essere chi siamo ora, ci sono pugni stretti dalla rabbia ma anche quell’alba che ti fa rinascere con la sua bellezza... e poi ci sono ferite insensibili e spietate che si ha timore di affrontare, ma nelle tue parole rivedo anche i momenti più felici che io riesca a ricordare
...e poi ascolto l’urlo che non ne vuole sapere di uscire. 
La tua voce mi parla di sesso, di morte, di lei, degli sguardi che ti hanno fatto sentire il re del mondo.
...e poi tradimento, viaggi e ritorni, abbracci, lacrime ma, soprattutto, c'è tanto amore per la vita, c’è una volontà di vivere che straborda e travolge tutto e tutti, e a me piace restare lì ad aspettare quell’onda di energia che mi travolgerà.



Ecco, volevo ringraziarti per “Solo un uomo”. 

Ho visto gente emozionarsi, piangere o ridere per cose scritte da me (ma anche gente schifata o indifferente, perché è impossibile piacere a tutti!)e, quando accadeva, sentivo di essere un uomo felice perché ero riuscito nel mio intento, ero riuscito nel scopo più importante dell’arte: trasmettere emozioni

Quando una poesia, un libro, una canzone o un’opera d’arte in generale mi fa appassionare alla vita, cerco in tutti i modi di farlo sapere all’autore.
Ecco, ora lo sai Niccolò, tu, con "E' solo un uomo", mi hai fatto sentire vivo!
Ti abbraccio

A presto
K


PS Un abbraccio particolare a Daniele (Silvestri), un altro che spesso mi ha incantato e portato in altri universi. In questo momento vi immagino bere una birra e ridere. ...e mi piace così!

2 commenti:

  1. Vorrei poter riuscire a buttare giù anche io le idee nel modo chiaro in cui lo fai tu...trasmettendo davvero tante emozioni!
    E' la prima volta che leggo il tuo blog e ci sono arrivata da Niccolò Fabi...che amo ancora prima di Capelli...ma da Dica...quando ancora ero una ragazzina spensierata! E Niccolò è cresciuto con me...o meglio io sono cresciuta assieme a lui e alla sua musica, ma tutte le volte che l'ho avuto davanti non ho mai trovato il coraggio di dirglielo!!! Ce la farò a febbraio? E chi lo sa!
    Ultima cosa...come mai anche io me lo immagino insieme a Daniele? Forse perchè sappiamo entrambi che sono amici, che hanno collaborato e che sono 2 persone diverse dal comune, con una sensibilità straordinaria e con la grandiosa capacità di trasmetterla! :-)
    Ciao!
    Silvia

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  2. Grazie Silvia, sono felicissimo che sia arrivato ciò che ho sentito di scrivere. Magari un giorno Niccolò leggerà sia la mia lettera che il tuo commento!!!

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