venerdì 2 gennaio 2015

Che anno sarà il 2015? Ce lo dicono Gigi D'Alessio, Fedez e Giorgio Napolitano!

oppure:

Capire che per l’Italia il 2015 sarà l’ennesimo anno nefasto guardando poco più di 15 minuti di televisione la sera del 31 Dicembre 2014 (per di più frazionati in più parti).


 Il primo indizio di sciagura lo si è avuto alle ore 20,30 quando Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica Italiana in carica, ci ha annunciato di essere vecchio (ma va?) e che abbandona la barca “Ma tranquillo Giorgio, in ben pochi fra le persone comuni se ne rammaricheranno… anzi!”. 
Un discorso noioso e  scontato in cui il Re cerca vane scuse dicendo di aver fatto del suo meglio durante il suo mandato ma…
 “Giorgio caro se questo è il tuo meglio potevi startene anche a casa tua” perché quella che Napolitano lascia è un’Italia a pezzi , triste e arrabbiata e di colpe lui ne ha tante.


Un discorso che fa capire di non farci troppe illusioni perché il suo successore proseguirà la sua filosofia politica... comunque dopo 10 minuti il muschio si stava impadronendo della mia zona inguinale e ho dovuto spegnere perché mi sentivo così:



…ma questo non è nulla rispetto a quel che la televisione italiana (sob!) ci mostrerà in seguito della Nostra Realtà e di conseguenza del speranze per il Nostro Futuro:

stavo attendendo il primo vagito del 2015 con una cena in casa fra vecchi amici e a pochi minuti dalla mezzanotte qualcuno di noi ha suggerito di seguire il countdown del cambio d’anno accendendo la TV. Avventatamente il canale sul quale ci siamo sintonizzati è stato "Canale 5" (il regno mediatico della pessima qualità) sul quale trasmettevano in diretta nazionale il concerto “evento” di Gigi, detto Giggi, D’Alessio dal titolo “Gigi and friends". 



In quel momento le prospettive del popolo italiano per il 2015 sono andate in frantumi perché, come se non bastassero le canzoni di Giggi, i suoi amici sono niente poco di meno che Anna Tatangelo, già incontrata sulle pagine di questo blog come simbolo di "trash" culturale; Valerio Scanu artista così eccezionale che ha dovuto travestirsi da Anna Oxa per comunicarci di esistere ancora come cantante; i Dear Jack (chi?) e Gabry Ponte, quello degli Eiffel 65; Alex Britti e Bianca Atzei, ora in giro con una noiosissima canzone; seguitiamo con una delle più belle voci italiane, quella di Francesco Renga che purtroppo ha deciso di metterla a disposizione della canzoncina d’amore e niente di più; per chiudere con Fedez che è osannato a simbolo di ribellione politica quasi fosse Fabrizio De Andrè... ma che poi divide il palco con gli idoli della Generazione Boh (ma avrà avuto le sue buone ragioni).



Del resto non è che su Rai Uno lo spettacolo offerto fosse molto più esaltante: tolti Pino Daniele, Patty Pravo e Max Paiella e forse pochi altri, veniva propinato lo stesso mix di feti concepiti nei talent show (di cui io ho una pessima opinione come ho già più volte scritto) a vecchie glorie più o meno ammuffite (in pratica la stessa cosa che vedremo a San Remo).

Signore e signori questa è la musica italiana oggi! Questo e quello che la maggioranza di noi italiani ascolta… artisti creati in laboratorio che cantano "canzungelle" per non far pensare le persone, per spegnere il cervello perché la vita è già fin troppo amara così… e se vale il teorema che le speranze di una Nazione si misurano con il livello dell’arte (quindi anche della musica)… prepariamoci a un nuovo anno di sofferenza socio/politica/economica. 



Forse ha ragione la mia amica Fede’ a dire che non vale la pena ascoltare la musica italiana e se per dimostrarle il contrario questi sono gli argomenti a mia disposizione… è meglio lasciar perdere.


…o forse no… perché la luce della musica brilla ancora in Italia, magari e fioca ma c’è! 
…e il 31 Dicembre si esibiva
a Milano con Roy Paci, 
a Rimini con Fabi Silvestri Gazzè, 
a Firenze con Mario Biondi, 
a Roma con Mannarino, i Subsonica e  Danny G dei Massive Attack, 
a Cosenza con De Gregori e 
ad Alghero con Caparezza… 
tutti artisti che finora hanno scelto di rimanere artisti e non solo prodotti commerciali… magari (chi più chi meno) dovendo rinunciare a una fetta di pubblico in più (e quindi anche di guadagno) ma rimanendo fedeli alla propria passione… alla propria arte… 
ed ecco che il vagito del 2015 è già più piacevole! 

Caparezza ad Alghero


e quel vagito è diventato un soffio di fiducia nel futuro.

Auguri
Buona fortuna

K

PS Come disse Einstein: "Non pretendiamo se le cose cambino se continuiamo a fare le stesso cose"


Topolino non ha retto!

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